Tajaboon, danuy tajaboon!

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Tamxarit! Anche il Senegal ha il suo carnevale. La scorsa settimana, la sera del 3 novembre, gruppi di ragazzini mascherati hanno riperpetuato il rito del “tajaboon”, ossia animato le strade cantando e facendo il giro delle case di amici e parenti dove riceveranno cibo o monete “in cambio” di spettacoli di danze e percussioni improvvisate. Ma cosa si festeggia in questo giorno? La Tamxarit é in realtà la celebrazione dell’Achoura, ricorrenza che corrisponde al nono o decimo giorno (dipende dal calendario lunare) dell’anno musulmano. Secondo alcuni l’origine della festa é ebraica: la comunità che abitava Yathrib (Medina) in quel giorno digiunava per commemorare la fuga di Mosé dall’Egitto. Il Profeta avrebbe raccomandato dunque anche alla comunità musulmana di farne un giorno di digiuno, preghiera e carità. Tuttavia in Senegal la festa é caratterizzata fortemente da una connotazione pagana che poco sembra avere a che fare con l’origine religiosa della celebrazione. Detta anche “Festa del cous cous”, la Tamxarit si celebra nelle case senegalesi riunendosi intorno ad un piatto di thieré (cous cous di miglio), accompagnato da una salsa a base di carne, pomodoro o pasta di arachidi. Tradizione vuole che in questo giorno tutti debbano mangiare a sazietà, secondo alcuni perché altrimenti non avranno occasione di farlo per il resto dell’anno, secondo altri perché altrimenti durante la notte riceveranno la visita dell’angelo Abdou Diambar. E di quest’ultimo, conosciuto anche come l’angelo della morte, parla la canzone tradizionale che i bambini mascherati cantano nel loro tour dei quartieri. In alcune case, fenomeno che tuttavia si fa sempre più raro, dopo la cena vi é un rito detto kepp: tutta la famiglia si riunisce nel cortile e, a partire dal capofamiglia, ognuno pronuncia voti e preghiere di buon auspicio, ammassa della sabbia e la ricopre con il piatto vuoto dove é stata servita la cena. In ambiente urbano molte di queste tradizioni si sono trasformate: alcune sono in via di disparizione, altre hanno assunto un’altra connotazione. Ad esempio a Saint Louis il tajaboon é divenuto l’occasione per organizzare vere e proprie manifestazioni culturali con spettacoli pirotecnici e giocoleria. In questo incontro sincretico tra paganesimo e religione non mancano le critiche di una parte della società: in particolare i capi religiosi, ogni anno intervengono per ricordare che l’Achoura é una ricorrenza sacra durante la quale é raccomandato il digiuno e la preghiera. Inoltre, siccome la maggior parte dei travestimenti tradizionali prevedono che le donne si mascherino da uomini e viceversa, c’é chi ricorda che tali pratiche sono severamente condannate dall’islam. In ogni caso, contraddizioni a parte, questa peculiare ricorrenza é un’affascinante occasione per osservare come il Senegal riesce a far vivere tutt’ora tradizioni che risalgono a epoche ben precedenti qualsiasi tipo di colonizzazione culturale o religiosa.

Virginia Napoli –CPS Mbour-

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