Chi ha paura del Kankourang?

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Se capitate a Mbour durante il mese di settembre, fate molta attenzione quando uscite di casa durante la notte …potreste imbattervi nel kankourang e nel suo scalmanato seguito ! Questo personaggio mitico porta una  maschera rituale : ricoperto da capo a piedi di corteccia d’albero rossa, se ne va in giro con due machete che sbatte l’uno contro l’altro (e all’occasione lancia !), urlando e terrorizzando la popolazione locale. Il nome kankourang designa sia la maschera che il rituale che celebra la circoncisione dei bambini, importante fase di passaggio all’età adulta, presso la comunità mandingue. All’inizio del mese di settembre i bambini vengono condotti nella cosiddetta Casa dell’uomo dove, dopo la circoncisione, resteranno per un mese senza poter uscire nè vedere la famiglia. Quello che accade nella Casa è tutt’oggi circondato da un alone di mistero, in ogni caso questo periodo viene considerato un apprendistato durante il quale, guidati dagli anziani e dagli adulti della comunità, i bambini imparano le regole della vita in società e le tradizioni legate alla loro cultura. Durante tutto il mese il kankourang esce di notte per proteggere gli iniziati e scacciare eventuali presenze maligne, di domenica invece percorre le strade per tutta la giornata accompagnato dai canti e dai tamburi del suo seguito composto dai salbé, ossia i giovani che sono già stati nella Casa dell’uomo. La funzione di questa maschera, tradizionalmente, é anche legata alla preservazione sociale : nel caso in cui gli adulti della comunità vengano meno ai loro doveri di supporto e partecipazione all’iniziazione, il kankourang va a cercarli sin nelle loro case e li riporta all’ordine a suon di botte ! I giovani salbé che seguono il kankourang nei suoi giri, scacciano chiunque lo incroci per strada. E’infatti assolutamente vietato vederlo ! Oltretutto, in alcuni casi, puó realmente essere pericoloso avvicinarsi : il kankourang entra in uno stato di trance, per tal motivo viene accompagnato da un seguito che, tra gli altri, ha anche il compito di sorvegliarlo. Nel 2005 l’UNESCO ha dichiarato il kankourang patrimonio immateriale dell’umanità ; tale evento, tuttavia, ha stravolto da alcuni punti di vista i tradizionali equilibri, già di per sé complessi vista la crescente urbanizzazione che ha causato molte derive anarchiche di questo genere di rituali. L’accorrere di turisti provenienti da tutto il Senegal e da varie parti del mondo ha infatti creato una spettacolarizzazione che in alcuni casi ha pervertito lo svolgersi della cerimonia e la diffusione di foto e video sulla rete di un evento caricato di forte valore simbolico per la comunità, è stato causa di malumori di molti dei suoi membri. Se dunque volete spiare il kankourang al suo passaggio o uscire in strada per poi correre a nascondervi appena arriva il suo seguito fate molta attenzione a non farvi beccare con una macchina fotografica ! In ogni caso il fascino di tale evento per i locali e per gli stranieri resta grande. Dice un proverbio mandingue Lo straniero comprende le cose solo attraverso quello che già conosce e di sicuro il kankourang è un evento che difficilmente si presta alla portata della nostra comprensione. Non meravigliatevi dunque se qualcuno, dal contadino al professore universitario che fa parte della comunità, vi dice che l’ha visto volare , prendere fuoco o sparire ! In ogni caso se vi prestate di buon grado a vivere queste contraddizioni divertimento e adrenalina sono assicurati !

 

 

 

Virginia Napoli- CPS Mbour-

 

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