Scende la pioggia ma che fa?

images     Gli acquazzoni improvvisi durante l’estate, eventualità sempre più frequente a quanto pare nel nostro paese, di certo non sono ben accolti da chi dopo un anno di fatiche si gode il meritato riposo estivo. Tuttavia da questa parte del mondo, tra il Tropico del Cancro e l’Equatore, le piogge non solo sono attese ma letteralmente invocate ! In Senegal la stagione delle piogge (hivernage) va da luglio (giugno in Casamance) a settembre. In effetti, considerato anche l’alto tasso di umidità che caratterizza l’hivernage, il momento migliore per viaggiare da queste parti va da novembre a marzo, quando, nonostante i venti harmattan provenienti dal Sahara, il clima è secco. Tuttavia anche una visita nella stagione delle piogge potrebbe riservare delle sorprese : gli sterminati tratti di savana, desertici per la maggior parte dell’anno, fioriscono di verdi rigogliosi e si può ammirare una grande varietà di uccelli migratori. Le piogge non sono monsoniche, ossia durano al massimo qualche ora e non sono quotidiane (salvo in Casamance, regione più vicina all’Equatore). Alcuni disagi per i viaggiatori tuttavia possono essere causati dal fango e dalle strade dissestate che rendono più turbolente le lunghe tratte. Veniamo tuttavia ad un aspetto della cultura senegalese che merita di essere citato : come abbiamo detto le piogge sono invocate e ben accolte dato che, in primo luogo, l’hivernage è la stagione migliore per la semina. A tal proposito vi sono diverse cerimonie di derivazione animista legate all’occasione. Per inciso, sebbene la percentuale di animisti dichiarati sia davvero esigua, forme di sincretismo convivono insieme alla religione musulmana e a quella cattolica. Basti dire che è davvero raro vedere un senegalese che non porta o non possiede dei gris-gris (sorta di amuleti protettivi preparati dai marabouts). Ed anche nella capitale non avrete difficoltà a trovare, al mercato Tilène ad esempio, un numero impressionante di banchi che vendono amuleti e medicine tradizionali. Tornando alle cerimonie legate alle piogge, attualmente non più frequenti come qualche decennio fa, la più conosciuta è certamente una cerimonia che si chiama Bawnane. Originariamente derivante dalla tradizione lebou, durante questa cerimonia ci si riunisce intorno al baobab sacro, le donne vestite da uomini e gli uomini con abiti femminili, e si intonano canti e danze per invocare le piogge. La cerimonia prende il nome proprio dalla canzone , Bawnane appunto, intonata al fine di pregare, in caso di ritardo, per l’inizio effettivo delle precipitazioni. Altra tradizione, appartenente all’etnia Serere, legata all’hivernage è la cerimonia propiziatoria del Khoye. Dopo aver raccolto in un secchio l’acqua della prima pioggia, ci si immerge un sacrificio (un bracciale o un oggetto di altro genere). Il giorno dopo ogni membro della famiglia che ha officiato la cerimonia di laverà con quell’acqua.

Virginia Napoli- CPS- Mbour

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