OBAMANIA!

senegal2806                  Venerdì 28 giugno Obama ha lasciato Dakar dopo una visita durata 3 giorni. In seguito a mesi di preparativi e attese Obama, accompagnato dalla famiglia, è stato accolto dal presidente Macky Sall la sera del 26 giugno. La storica visita è stata oggetto delle discussioni più disparate qui in Senegal. In primo luogo per la gestione delle questioni legate alla sicurezza: tutta la città di Dakar è stata letteralmente bloccata per due giorni e diverse persone, che non avevano interrotto le attività lavorative come richiesto, sono state arrestate dalle forze dell’ordine e tenute diverse ore in stato di fermo. Già nei giorni precedenti l’arrivo di Obama, diversi dissensi erano stati manifestati nell’isola di Gorée dove vi sono stati circa 18 arresti “sospetti” per detenzione di marijuana e l’interdizione all’esercizio per le attività commerciali in previsione della visita presidenziale. Visita dal forte valore simbolico: il primo presidente statunitense di origini africane e la moglie hanno incluso nel loro tour la celeberrima Maison de l’esclavage, emblema della tratta degli schiavi che ha vessato il continente per secoli. Altro materiale per discussioni mediatiche e non è stato fornito dalla conferenza stampa tenuta da Obama e Macky Sall il 27 giugno presso il palazzo della Repubblica del Senegal. L’intervento del presidente USA su omosessualità e diritti umani, in particolare, è stato oggetto di dibattiti. “Il Senegal è un paese tollerante che non fa discriminazioni in termini di trattamento sui diritti…Ma non siamo pronti a depenalizzare l’omosessualità. E’ questa l’opzione del Senegal per il momento. Questo non vuol dire che siamo omofobi. Ma è necessario che la società assorba, prenda il tempo dovuto per trattare queste questioni senza che vi sia pressione”, ha replicato il presidente senegalese in merito. E mentre la questione divide chi sperava in un intervento più incisivo e chi invece sostiene Sall, si riconferma la complessità della questione: in un paese in cui l’omosessualità viene ancora considerata un crimine punibile con il carcere, qualora si fosse colti in “flagranza di reato”, il dibattito non si può semplificare in una sterile opposizione fra pro e contro. Tanto che Macky Sall, nel corso della sua replica, ha fatto riferimento ad un’altra questione spinosa in materia di diritti umani: la pena di morte, da lungo tempo abolita in Senegal e ancora vigente negli Stati Uniti. Durante la conferenza è stata affrontata anche la questione maliana e la volontà dell’amministrazione americana di lavorare allo sviluppo dell’AGOA (African Growth and Opportunity Act), un programma di preferenza commerciale elaborato dal Congresso degli Stati Uniti che incentiva l’importazione dei prodotti dell’Africa sub-sahariana. All’indomani della “strombazzata” visita di Obama è stata annunciata la sua volontà di avviare il programma Power Africa, piano di investimenti da 7 miliardi in 5 anni per raddoppiare la rete elettrica nell’Africa sub-sahariana. I paesi selezionati sono Ghana, Kenya, Nigeria e Tanzania ma del Senegal neanche l’ombra…l’annuncio è stato definito da molti a Dakar “una vera doccia fredda”!!

 

Virginia Napoli- Volontaria CPS- Senegal

 

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